Concettualmente vengono identificate due tipologie principali di spread trading, ovvero:

  • Trading su Spread Intramarket (detto anche Calendar Spread)
  • Trading su Spread Intermarket
  • Trading su Spread InterExchange

Per spread Intramarket si intende la strategia che prevede l’acquisto e la contemporanea vendita di 2 futures all’interno dello stesso mercato, ma con 2 diverse scadenze temporali.

Il principio di funzionamento che persiste alla base di questa tecnica è dettato dal fatto che esistono determinati mercati che su diverse scadenze del future di riferimento presentano movimenti ben precisi durante certi mesi dell’anno.

Quando si utilizza questa tecnica è fondamentale per il trader studiare i grafici dei mercati su cui desidera investire, relativi agli anni passati, con lo scopo di analizzare i mesi in cui il valore tende ad aumentare e, viceversa, i mesi in cui il valore tende a diminuire.


Per spread Intermarket si intende invece la strategia che prevede l’acquisto e la contemporanea vendita di 2 futures all’interno di mercati differenti, normalmente (ma non sempre) con medesime scadenze futures per entrambe le legs.

Il principio di funzionamento che persiste alla base di questa tecnica è dettato dal fatto che tra specifici mercati, in determinati periodi dell’anno, ci sarà un mercato che avrà una performance migliore e un mercato che, viceversa, presenterà delle performance peggiore.

Conseguentemente, in questo caso, è necessario individuare due mercati che abbiano performance complessive significativamente diverse nello stesso periodo dell’anno.


Esiste infine una terza strategia spread trading.

Si tratta degli spread InterExchange.

In questa situazione, viene richiesto di andare long (posizionarsi al rialzo) su un mercato presso una determinata Borsa Valori e poi andare short (posizionarsi al ribasso) sullo stesso asset ma presso un’altra Borsa Valori, normalmente (ma non sempre) con medesime scadenze futures per entrambe le legs.


Indipendentemente dal tipo di spread, è consigliabile affidarsi tanto all’analisi tecnica quanto all’analisi fondamentale, ma anche (e forse soprattutto) all’analisi delle stagionalità.